Vanlife: cos’è e perchè sta conquistando tutti.

Ultimamente se ne parla sempre di più: basta sbirciare il feed di Instagram o selezionare la voce “esplora” per imbattersi in miriadi di foto pazzesche che ritraggono uomini e donne di tutte le età – a volte perfino famiglie – a bordo dei loro coloratissimi e, il più delle volte, costosissimi camper.

E’ la vanlife, un vero e proprio fenomeno di lifestyle che dall’America si sta diffondendo in tutto il mondo, conquistando pian piano anche l’Italia.

Negli ultimi anni infatti sempre più persone decidono di rivoluzionare la propria vita andando a vivere in camper. Le motivazioni possono essere diverse, ma tutte aspirano allo stesso scopo: svincolarsi da una vita insoddisfacente e ritrovare la propria libertà.

Ma concretamente che cos’è la vanlife? Si tratta soltanto di una moda? E quali sono le ragioni del suo successo?

Ne parliamo in questo articolo. Buona lettura!

Che cos’è la vanlife.

Accanto alle belle foto su Instagram che mostrano soltanto una parvenza di realtà piuttosto lontana da quella concreta, la vanlife è una scelta di vita seria che dovrebbe essere ponderata molto bene. Certo, a chi non piacerebbe svegliarsi ogni giorno in un posto diverso, magari su una spiaggia mozzafiato o circondati da colline verdeggianti? Ma cosa succede se si decide di vivere in camper al largo di una periferia cittadina, d’inverno, rinunciando per un bel po’ di tempo al calore di un bagno caldo? Sembra molto meno invitante così, non è vero?

Eppure sono migliaia le persone in Italia e molte di più all’estero ad abbracciare questo stile di vita fulltime, decidendo di vivere in camper per periodi medio-lunghi, alcuni addirittura per tutta la vita svolgendo i lavori più disparati per mantenersi. Nulla a che vedere, quindi, con la stragrande maggioranza di viaggiatori occasionali che sfruttano la bella stagione per fare un viaggio in camper.

Quindi chiariamo subito:

La vanlife è uno stile di vita unico con i suoi pro e i suoi contro, non una moda per chi cerca notorietà sui social network.

Attenzione: non sto dicendo che è proibito postare belle foto a bordo del proprio van o condividere consigli ed esperienze inerenti alla vita in camper. Credo però che la motivazione giusta per spingerci a compiere questo passo sia il desiderio di sperimentare uno stile di vita nuovo all’insegna della libertà, e non l’ennesima moda per attirare follower.

Quindi la vanlife va intesa come un’opportunità di crescita, un modo alternativo per vivere e fare esperienza del mondo; uno stile di vita che pur intrecciandosi con quello societario sceglie di non condividerlo a pieno, ritagliandosi la propria normalità.

L’origine della vanlife e il mito del furgoncino Volkswagen.

Un gruppo di giovani hippie.

Sarà un caso, ma la maggior parte di coloro che vivono in van sfoggiano un certo tipo di abbigliamento detto “bohemien” o “gipsy” che richiama moltissimo quello degli hippie degli anni ’60. E come biasimarli tra l’altro? Datemi una bandana colorata, una chitarra da cowboy e un minibus con bagno integrato, e vi seguirei in capo al mondo!

Ma clichè a parte, anche se non ha messo fine alla guerra in Vietnam, il movimento degli hippie ha davvero rivoluzionato il modo di pensare della società di fine secolo scorso. Grazie a loro si inizia a parlare apertamente di sesso e di amore libero da stereotipi, di donne che non vogliono essere soltanto madri e di un mondo “ripulito” dalle atrocità della guerra. I loro gesti emblematici a favore della pace, la filosofia del “vivi e lascia vivere” e la solidarietà dimostrata gli uni nei confronti degli altri restano ancora oggi spunti di riflessione interessanti, soprattutto per le nuove generazioni.

Con i loro viaggi improvvisati e i mezzi di fortuna con cui si spostavano da un Paese all’altro dell’America – alcuni si sono spinti fino all’altra parte del globo – si può dire che siano stati proprio loro ad inaugurare quel nuovo stile di vita oggi conosciuto come vanlife. Certo, si tratta di una pura congettura, ma mi piace pensare che ci sia un filo conduttore che unisce quella pazza e coraggiosa generazione di ieri con le generazioni di oggi. Una connessione che va al di là dell’abbigliamento, appunto hippie, e che abbraccia una filosofia di vita alternativa tutt’altro che evasiva.

Ma parlando ancora dei mitici anni ’60 e del movimento hippie, non posso non citare il mezzo per eccellenza della vanlife di quei tempi: il furgoncino Volkswagen. Tanto per richiamare il filo rosso di cui sopra…avete notato che i viaggiatori di oggi impazziscono per questo mezzo?

Icona culturale di quegli anni e di una vita on the road, il furgoncino Volkswagen conserva anche oggi un fascino irresistibile.
(Fonte: https://www.vintag.es/2017/11/hippie-van-of-1960s-36-amazing-photos.html)

Pro e contro della vanlife.

In base alla nostra esperienza ho preparato una lista di pro e contro della vanlife, così da aiutarti a fare le tue personali valutazioni nel caso in cui ti venga in mente di provare a vivere in van. Partiamo subito!

Aspetti positivi

Vivere in camper/van ti permette di:

  • Spostarti (più) liberamente
  • Liberarti dal superfluo (oggetti, vestiario ecc)
  • Vivere (più) a contatto con la natura
  • Dare più valore alle risorse primarie (acqua, cibo, riscaldamento)

Avrai notato che molti di questi benefici sono riconducibili al minimalismo, una delle principali conseguenze della vita in camper. Decidere di trasferirsi in van significa eliminare tutto ciò che è inutile, conservando solo ciò che è essenziale.

Se così non fosse, che sfida sarebbe?

E poi credimi – parola mia che fino a qualche tempo fa compravo un vestito al mese e finivo per indossare sempre lo stesso – non abbiamo bisogno di tante cose per sentirci in pace con noi stessi. La vanlife ti chiede di conservare ciò che per te è importante o utile davvero. In questo senso, non si tratta di rinunciare, ma piuttosto di liberarci dal superfluo, quindi da tutto ciò che concretamente non serve alla nostra vita. Vale la pena provare!

Per quanto riguarda il terzo punto, proteggere di più l’ambiente, devo ammettere che vivere in camper ha stravolto MOLTISSIMO la mia idea di ambiente. Si sente sempre parlare di inquinamento e di immondizia, però un conto è appunto “sentirne parlare”, un altro è vederlo costantemente sotto i propri occhi. Ritrovarsi a fare i conti con rifiuti ammassati per strada e sentire puzza di smog mentre cerchi di dormire nel van è, diciamo così…Uno schiaffo in piena faccia. Uno schiaffo che mi ha svegliata e mi ha messo di fronte alla gravità della situazione, spingendomi ad agire più di prima per migliorare le cose.

Aspetti negativi

Tra gli aspetti negativi ti segnalo:

  • Spazi ristretti
  • Bucato fai da te
  • Un bel po’ di polvere
  • Odori spiacevoli
  • Consumo ridotto di acqua calda

Sull’ultimo punto vorrei dire (lamentarmi, in realtà) taaanto di più. Beati coloro che possono usufruire di un bagno caldo durante l’inverno: siete tanto fortunati e non lo sapete!

La vanlife ti costringe a rinunciare a tutto questo – eh sì, in questo caso parlo di rinuncia – e a lavarti col cronometro e non sto scherzando! E ci sono volte in cui il gelo e l’umidità entrano così nelle ossa che l’idea di riscaldarmi in una vasca, magari leggendo un buon libro PER ORE, mi farebbe vendere l’anima al diavolo. Ma la vita in camper regala così tanti benefici, che questi piccoli sacrifici

Sugli spazi ristretti c’è ben poco da dire. Se vivi in 5,20 mq non puoi aspettarti di fare zumba in casa – ma neanche lo yoga, per intenderci – nè, nel nostro caso, di fare due passi senza inciampare nel cane. La vita in camper è senz’altro meno confortevole, questo è indubbio, ma in cambio regala tante soddisfazioni. Bisogna solo “stringersi” un po’.

Questione bucato: udite udite!

A tutte le anime viandanti che vivono in camper e che accumulano vestiti in qualche ANGOLO REMOTO del loro mezzo, e per giorni si torturano con la solita domanda: “li lavo a mano o è meglio la lavanderia automatica”?

Bene, amici, non preoccupatevi perchè non siete soli e neanche troppo pigri, perchè diciamocelo: fare il bucato a mano è una vera seccatura. Andare in una lavanderia automatica invece è comodo, ma:

  • Non tutte le città ne hanno una
  • Ti portano via più tempo (a meno che non ci sia qualcuno che faccia al posto tuo)
  • Comportano dispendio di denaro

MA per fortuna i miracoli esistono. Ringrazio di cuore due valifers che un giorno in una storia su Instagram mi hanno fatto conoscere questo prodotto per lavare i vestiti. Si tratta di una “lavatrice a mano” che funziona attraverso il movimento (occorre scuoterla). In alternativa, si può pensare a mini lavatrici o centrifughe portatili, ma io le sconsiglio dal momento che consumano davvero troppa energia.

PS. Tengo sempre a precisarlo nei miei articoli quando consiglio i miei prodotti preferiti: questa non è una sponsorizzazione! È solo sana condivisione di idee per una vanlife più funzionale.

Conclusioni

In questo articolo ti ho raccontato la mia personale lista di pro e contro sulla vanlife, illustrandoti brevemente la sua storia e sfatando il mito della vanlife come moda.

Tu che cosa ne pensi?

Ti piacerebbe sperimentare questo stile di vita?

Se vivi già in camper, quale potrebbe essere la lista dei tuoi pro e contro?

Fammelo sapere nei commenti qui in basso!

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