Perchè abbiamo deciso di vivere in camper: parliamone!

Abbiamo scelto di rischiare tutto per inseguire il nostro sogno: vivere in camper e viaggiare intorno al mondo assieme alla nostra cagnolina: una golden retrevier di nome Mia che amiamo tantissimo e che è parte integrante della nostra famiglia.Forse può sembrarti una scelta azzardata, soprattutto per l’emergenza sanitaria che stiamo affrontando negli ultimi mesi, e starai anche pensando:

Ma con tutti i problemi che ci sono, chi ve lo fa fare?


Be’, per quanto possa sembrare folle, la scelta della vanlife ha tantissimi lati positivi e, chissà, magari leggendo questo articolo potrai valutarne qualcuno anche tu!

Quindi partiamo subito: perchè abbiamo deciso di vivere in camper?


Libertà e flessibilità.

Può apparire un luogo comune, anzi, forse in parte lo è.

Vivere in una casa su ruote riporta immediatamente all’idea di libertà e di indipendenza: rispetto a chi risiede stabilmente in uno stesso posto, si ha la possibilità di spostarsi più o meno dove si desidera, a seconda chiaramente delle opportunità. Ci si sente meno vincolati e più liberi. Tuttavia, sappiamo bene che la libertà è innanzi tutto uno stato d’animo e non si conquista semplicemente cambiando dimora!

Se ti senti insoddisfatto della tua vita e speri che il semplice trasferimento in camper possa renderla perfetta, sappi che la tua è soltanto un’illusione. Infatti non puoi scappare da te stesso e comunque, come suggerisce Thomas Brodie-Sangster:


L’unica via d’uscita è dal labirinto!


Quindi individua prima di tutto la causa del tuo malessere e inizia a mettere ordine lì dove c’è disordine. Lascia quella ragazza che ti fa soffrire, molla quel lavoro che ti fa sentire schiavo e inizia a riconoscere ciò che ti fa stare bene. Fidati: tutto il resto verrà da sè.

Libertà non vuol dire fuga.

Vivere in camper può risultare agli occhi degli altri una via di fuga dalla realtà, un modo per estraniarsi dal mondo circostante e costruirne uno nuovo, intimo e, per molti, anche isolato. Bene: per noi non è assolutamente così. Lo dimostra il fatto che non abbiamo aspettato di partire per fare esperienza di vita in camper, ma ci siamo trasferiti appena possibile, consapevoli che all’inizio sarebbe stata dura.

Un conto infatti è vivere in van e viaggiare, un altro è vivere in van e restare nella propria città di sempre, magari riconoscendo occhi indiscreti di persone che fino all’altro giorno ti adoravano e poi IMPROVVISAMENTE iniziano ad evitarti peggio della peste bubbonica (vi assicuro che non è piacevole). La situazione Covid attuale, poi, ha peggiorato le cose, impedendoci di spostarci anche tra una città e l’altra, per cui siamo costretti a mantenere stretti contatti con la nostra vita di prima. Andiamo a fare la spesa al supermercato di prima, visitiamo i nostri amici e parenti come prima

Insomma: a voi sembra una via di fuga?

Più soldi in tasca.

Il secondo punto che tengo a evidenziare è senz’altro il fattore economico.

Dopo 9 mesi di convivenza in una casa in affitto io e Michele ci siamo resi conto di quanto la vita sia costosa. Buongiorno fiorellino! – penserai – sì lo so, ma avendo sempre vissuto con i miei genitori, proprio non avevo idea di quanto vivere in autonomia fosse dispendioso! Tra spese di affitto, bollette, cibo e cianfrusaglie varie per svolgere le pulizie di casa e chi più ne ha più ne metta, davvero arrivare a fine mese diventa una bella impresa.

Inutile dirvi che abbattere drasticamente i costi – risparmiando in primo luogo i soldi dell’affitto e delle bollette – è un grande sollievo, soprattutto per chi come noi non naviga nell’oro.

Minimalismo.

Oltre ad essere una delle ragioni che ci ha spinto a cambiare stile di vita, il minimalismo è anche – e soprattutto, forse – una diretta e inevitabile conseguenza della vanlife. Non puoi pretendere di trasferirti in camper e portarti dietro dieci paia di scarpe, una borsa per ogni colore dell’arcobaleno e accessori luccicanti per le uscite serali! Bisogna fare proprio il motto “less is more” e portarsi dietro l’essenziale per ogni categoria di beni materiali (e non solo).


Non è affatto facile riconoscere e scartare tutti quegli oggetti inutili di cui non dovresti avere più bisogno.
E poi, parliamoci chiaro: ritrovarsi a vivere in uno spazio di 10 mq non è uno scherzo. E io ne so qualcosa: abituata a vivere in una casa grandissima con quattro balconi, una veranda, quattro stanze da letto, tre bagni e uno studio super organizzato, ammetto che il primo impatto con gli spazi del camper è stato, diciamo così…Terrificante!


Ammetto anche che l’impronta minimalista appartenga perlopiù a Michele – fosse per lui vivremmo felici in una capanna con due piccolo zaini – mentre io ho un debole per lo shopping, adoro gli orecchini colorati e mi considero un’amante dell’oggettistica, soprattutto se di epoca. (Se anche voi amate le cianfrusaglie vintage scrivetemelo nei commenti PLEASE)!


Ciò nonostante, il minimalismo ha conquistato anche me. Lo trovo utile – anzi, fondamentale – per fare ordine nella mia vita e credo che valga la pena di provare almeno una volta. Il minimalismo ci insegna a essere grati di quello che abbiamo e ci libera dall’ossessione del consumismo. Personalmente mi ha aiutata a compiere scelte più attente e consapevoli per la gestione della mia quotidianità e mi ha preparata mentalmente ad affrontare una vita completamente diversa da quella a cui ero abituata.

Realizzare il nostro sogno.

Ultimo ma principale motivo per cui abbiamo scelto di vivere in camper è l’immenso desiderio di partire e di vivere viaggiando.

Eh sì! Questo te l’aspettavi, vero?
Il nostro più grande sogno è girare il mondo e fare quante più esperienze di vita possibili nel mondo lavoro e nel sociale. Crediamo che sia un peccato perdersi l’opportunità di esplorare le meraviglie del nostro pianeta, relegandoci a una vita statica e monotona. Crediamo che ci sia qualcosa di più di produrre denaro per comprare cose e che l’altruismo e la condivisione siano valori da recuperare e non frutto di un falso perbenisimo.

E soprattutto crediamo che tutte le persone abbiano il diritto di vivere una vita dignitosa, senza patire la fame o chiedere l’elemosina per sopravvivere. Per questo l’adesione a cause umanitarie è fondamentale per noi, perchè ci dà la possibilità di agire concretamente per cambiare questo sistema egoista e corrotto.

Non ci sentiamo migliori degli altri, anzi! Piuttosto siamo stanchi di sentirci inermi di fronte alle ingiustizie. Stanchi di vedere tutte quelle foto di bambini massacrati dalla guerra. Delusi da un sistema che potrebbe risolvere le cose con uno scocco di dita, eppure resta a braccia conserte ad aspettare che le cose si risolvano da sole o non si risolvano affato. Desideriamo aiutare con tutto il cuore, così da poter essere aiutati noi: non col denaro, ma con l’amore rimesso in circolo.

Direi che la scommessa di questo viaggio per me e Michele sia proprio quella di imparare a vivere diversamente, scoprendo altri “mondi” possibili, tutti bellissimi e speciali. E soprattutto tutti da difendere.

Ovviamente non siamo ricchi ereditieri nè figli di papà: il nostro progetto prevede di lavorare come nomadi digitali, avendo così la possibilità di spostarci dove vorremo lavorando da remoto.

Riuscire a trasformare le proprie passioni in un lavoro è il sogno di chiunque e noi ce la stiamo mettendo tutta per realizzarlo!

Conclusioni.

Allora, ti sei ritrovato in qualche punto? Se sì, sta attento: potresti diventare ossessionato dalla vita in camper come noi!
Ma non devi sentirti strano per questo. Ognuno dovrebbe essere libero di scegliere come condurre la propria vita senza pregiudizi nè forzature dall’esterno.

Non c’è nulla di male nel vivere nello stesso posto e nel svolgere lo stesso lavoro. Semplicemente questo stile di vita non appartiene a tutti.

In questa ultima sezione ti mostrerò alcuni esempi di vanlifers – di persone cioè che hanno fatto l’esperienza di vivere in camper per lunghi o brevi periodi – che sono riusciti a realizzare i loro sogni nonostante le loro idee giudicate “stravaganti”.
Si tratta sia di comuni mortali come noi che hanno trovato la felicità viaggiando e facendo esperienze on the road, sia di personaggi pubblici che hanno vissuto parte della loro vita in camper.


Questo per dirti che non siamo gli unici matti come pensi!


Marina Abramovic e Ulay, maestri della Performance Art, vissero diversi anni della loro vita in un camper girando l’Europa.


Gianluca Gotto e la sua compagna Claudia vivono spesso in camper girando il mondo da anni ormai.
Dalla loro esperienza è nato il famoso blog “Mangia Vivi Viaggia”; se ancora non lo conosci ti allego il link qui: https://www.mangiaviviviaggia.com/

Christopher McCandless e il “Magic bus”.
Nomade e viaggiatore seriale, non visse propriamente in un camper ma viaggiò molto ispirando tante altre persone fino ad oggi.
La sua storia è raccontata per intero nel film “Into the Wild”.

Yari Ghidone è uno dei primi youtubers ad aver parlato dettagliatamente di vita in camper, fornendo consigli utili a chi intende approcciarsi a questo stile di vita. Fai click qui per saperne di più: https://www.youtube.com/channel/UC13nR-TN03WJFvn1V53TIwA?pbjreload=102

Questo splendido van si chiama Mork ed è di proprietà di Armando, uno youtuber che ci ha salvato la vita diverse volte aiutandoci a gestire il nostro vangolden. Se volete sbirciare sul suo canale, sappiate che non la smetterete più di ridere! https://www.youtube.com/c/VivereInCamperMacchitelofaffa/featured?pbjreload=102

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