Milano: la città incastonata tra il passato e il futuro

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Milano ha tutta l’aria di essere una città che ha una relazione del tutto privata con il “tempo”. Sì perchè, se da una parte è qui che il progresso, dunque il futuro, sembra avere origine – tanto che il presente diventa obsoleto un attimo dopo essersi verificato – dall’altro il passato continua insistente a fare capolino tra una statua e l’altra. Direi che Milano è una città incastonata tra un passato intoccabile e un presente in continuo movimento.  

È da Milano che passa il futuro, prima di arrivare in qualsiasi altra parte d’Italia. Un futuro fatto di mezzi pubblici eccellenti e di abitanti che sanno parlare un disinvolto inglese mentre aspetti alla metro. Un futuro cosmopolita di cui sono testimonianza gli innumerevoli ristoranti etnici provenienti dagli altri continenti. Eppure, se chiedi a un italiano qualsiasi di descriverti Milano, quello ti risponde canticchiando il famoso brano di Giovanni D’Anzi che l’ha resa celebre in tutto il mondo. “O mia bella madunnina“….

Eppure, se chiedi a uno straniero che cosa gli piace di Milano, quello ti risponde nove volte su dieci: il duomo.

Non i suoi immensi grattacieli, non le sue vetrine di negozi pacchiani per ricconi, non i maxi schermo pubblicitari che ipnotizzano peggio dei serpenti a sonagli. Il Duomo: questa immensa chiesa che già per la sua facciata esterna, un po’ neogotica e un po’ barocca, si differenzia da tutte le altre chiese del mondo.

Il Duomo. Non mi aspettavo di trovarmelo di fronte, uscendo dalla metro: e invece era proprio lì in tutto il suo splendore. Sarò rimasta dieci minuti ad osservarlo in silenzio, come farebbe un bambino davanti al suo supereroe preferito. Com’è possibile che l’essere umano sia capace di costruire certe meraviglie? Non lo capirò mai. 

Comunque, dopo quei dieci minuti di imbambolamento – ma saranno stati di più – abbiamo avuto il grande piacere di visitare gli interni del Duomo, le sue terrazze e infine il suo museo. Abbiamo anche donato il folder celebrativo di Modugno millenaria all’amministrazione comunale, che ci ha accolti a palazzo Marino.

Sì, è accaduto davvero. C’erano persino un fotografo e un giornalista.

Posso dire che questa immensa e splendida città mi ha davvero colpita. Credevo che non avesse molto da offrire a parte il suo indiscutibile progresso, ma mi sbagliavo. E mi dispiace non aver avuto il tempo necessario per viverla come si deve. Ma il viaggio deve continuare! Prossima tappa: Torino. Ci vediamo lì!

MA PRIMA…Guarda il video racconto!

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